Sala Manzoniana
Eccoci arrivati.
Oggi è il 5 novembre 1886 e, alla presenza dei sovrani d’Italia, re Umberto I, la regina Margherita e il principe ereditario Vittorio Emanuele, è stata appena inaugurata la prima sala Manzoniana, realizzata su progetto di Ludovico Pogliaghi. Per l’occasione, il re ha fatto dono di un ritratto scultoreo a mezzobusto del Manzoni in veste di antico romano, scolpito in marmo bianco da Francesco Confalonieri, nello stesso anno. Tuttavia, questa non sarà la definitiva sala Manzoniana.
Tra il 1924 e il 1925, infatti, il fondo manzoniano, in questa sala custodito, è stato arricchito grazie a due importanti gruppi di opere donati alla Biblioteca: cimeli, autografi, un nutrito carteggio manzoniano ed una ventina di dagherrotipi relativi a personaggi della famiglia ed amici, oltre che a lettere autografe del Manzoni, 600 volumi a stampa ed un gran numero di ritratti e cimeli appartenuti alla ricchissima collezione della famiglia Gnecchi. A questo punto, considerata la sala un luogo troppo angusto per conservare quel fondo dall’inestimabile valore, venne deciso di inaugurarne una nuova.
E se siete disposti a seguirci (con un volo pindarico) fino agli anni Cinquanta, approdiamo al 5 novembre 1951: data dell'inaugurazione di quella che è ancora l’attuale sala Manzoniana, alla presenza del Presidente della Repubblica Luigi Einaudi. A progettarla fu l’architetto Buzzi.
In questa sala sono tuttora conservati, oltre ai manoscritti di Manzoni, anche volumi postillati, edizioni pregiate delle opere e saggi critici relativi allo stesso.

Sopra la porta d’ingresso, si trova un ritratto ad olio dello scrittore, eseguito nel 1835 da Giuseppe Molteni, sullo sfondo del lago di Como, dipinto da Massimo d’Azeglio.
Quello che invece vedete vicino alla finestra è proprio il ritratto marmoreo eseguito da Confalonieri, donato per l’inaugurazione della prima sala Manzoniana, dal re Umberto I.
Gli affreschi della volta della sala ricordano che originariamente la sala ospitava il Gabinetto Numismatico: sopra le scaffalature corre infatti una fascia con dodici medaglie rappresentanti i sovrani dell’antichità, di cui il Gabinetto conservava appunto le monete.
La raccolta manzoniana qui conservata oggi comprende 250 manoscritti, 550 volumi della biblioteca del Manzoni, di cui 200 postillati di sua mano, circa 5.000 pezzi di carteggio, oltre 1.000 volumi di opere del Manzoni, quasi 3.000 volumi di critica, di cui 1.800 in miscellanea.
Attualmente la Sala Manzoniana è adibita alla consultazione dei manoscritti e dei libri rari della Braidense, oltre che del Fondo Manzoniano, dell'Archivio e della Biblioteca della Società Storica Lombarda e dell’Archivio Storico Ricordi.




